Diversamente liberi n.37 Giugno

Si comincia in questo numero con Antonio Lito, dal sogno di chi “fra le sbarre” ripensa a un nuovo cammino, a “cosa farò da grande”, a che cos’è educare e perfino “rieducarsi”,  e quasi a rispondere a queste domande appare l’articolo di Maurizio Sessa, sul ruolo che hanno le donne nel cammino di evoluzione di un maschio e, anche in questo caso, di un maschio che deve ammettere errori e tornare a credere in se stesso… Filippo Falanga ci offre una panoramica ricca di emozioni sulla rassegna teatrale, conclusa a maggio all’Icatt e promossa dall’associazione Mgr, per raccogliere fondi al fine di creare un laboratorio teatrale che sia capace di rappresentare e trasformare i vissuti dei reclusi.  Giuseppe Perrone, “corrispondente” dal carcere di Aversa, ci presenta una personale lettura della Commedia di Dante e della sua epoca drammatica. Infine, Fulvio Mesolella, con la rubrica Diversamente simili, ci racconta stavolta una storia nata tra gli episodi di violenza politica della fine degli anni ‘70, a Napoli, in particolare della morte di Claudio Miccoli, a cui è oggi dedicata un’associazione che promuove iniziative ambientaliste e sociali che, in questa stessa città, raccolgono e impegnano in attività concrete tanti giovani e giovanissimi.

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