Diversamente Liberi n.49 Giugno 2020

Diversamente Liberi n.49 Giugno 2020

Grazie a Nicola Cozzolino una nuova veste grafica, finalmente professionale, apre un giornale che cresce in
qualità e in numero di pagine. La sua firma è Unik, seguito da un cuore, in ultima pagina.
Giulio Pragliola, con “Un’evasione a quattro zampe” racconta un nuovo gustoso episodio della vita
dell’Icatt, in cui “manco i cani” si stanno fermi ed obbediscono…
Maurizio Sessa (nostro eroico caporedattore interno all’Icatt) e Giuseppe Formicola parlano ‘a due mani’ di
“Una nuova promessa del calcio” che è non solo motivo di orgoglio per il padre, ma speranza di legalità in
un ‘bronx’ senza regole.
Raffaele Nomiminato (new entry) in ‘due riprese’ ci mette davanti ai due aspetti della sua vita in gioco oggi:
la presa di contatto con “Un carcere diverso” ed il confronto commosso con “La mia famiglia, una parte
importante di me”.
Antonio Cirillo, in “Aspettando la svolta” medita sugli aspetti positivi del laboratorio di lettura di libri.
Antonio Mascolo, pur tra le sbarre, si sogna “Libero” da tutta l’oppressione che accompagna una vita di
dipendenza, che descrive con pochi tratti significativi come la vera prigionia.
Costantino Fazio in “Passato, presente: come migliorarsi” trova nello specchio degli occhi del figlio la vera
forza per cambiare.
Maria Grazia Caloia nella “Ronda dei carcerati di Van Gogh” descrive la compartecipazione dell’artista nel
tentativo di esprimere il dolore per un ‘turbinare’ di vite che sembra senza speranze, ma deve pur avere un
senso.
Giuseppe Biasco in “Di lavoro si muore” trasmette qui la sua esperienza di sindacalista in una bellissima
sottolineatura della rimozione collettiva in atto nei confronti delle morti sul lavoro, che rimangono un
tristissimo primato nel nostro paese.
Ancora Giuseppe Biasco in “Il valore delle parole” ci fa vedere la positiva ampiezza del nostro linguaggio e la
deriva di modi semplificati, che sfuma una comunicazione ampia e soddisfacente.
Infine Fulvio Mesolella in “1986. Guido il poeta della Villa Floridiana: lasciamoci con un sorriso” racconta la
tenerissima figura di un uomo che amava stare con i giovani e divertirli con frasi a effetto.

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