Diversamente liberi n. 112-113 Settembre-Ottobre

Diversamente liberi n. 112-113 Settembre-Ottobre

Siete pronti a un numero ricco di argomenti della più variegata specie? Sarete traghettati attraverso mondi e dimensioni diverse, esplorerete temi di attualità e osservazioni intime su tematiche che, in un modo o nell’altro, appartengono a tutti.

Cominciamo dalla nostra Direttrice Vitina Maioriello che ci catapulta in un incontro magico, inaspettato, tra lei e la straordinaria cantante Pietra Montecorvino durante l’evento Botteghe d’Autore. Grazie a tale incontro l’artista si è offerta di conoscere i ragazzi dell’icatt di Eboli e da ciò avrà inizio un percorso di conoscenza e coinvolgimento dei giovani di “Diversamente Liberi”.

L’estate 2005 è appena passata e Benedetta Avagliano ci presenta un resoconto sulle strutture balneari accessibili dalle persone diversamente abili, sottolineando l’importanza di non “ghettizzare” per il tramite della creazione di spiagge speciali che, nei fatti, si concretizzano in una vera e propria discriminazione.

Manuela Botticelli, invece, ci accompagna tra le bellezze storiche di Salerno, partendo dai Giardini della Minerva che il 18 luglio 2025 hanno riaperto dopo i lavori di riqualificazione. Sempre Manuela ci immerge poi nell’autunno, descrivendo quasi poeticamente la stagione che cambia e affiancando la sua narrazione alla filastrocca “Autunno” di Rodari. Approfittando poi dell’avvicinamento della notte di Halloween, ripercorre le origini della filmografia legata ai repertori dell’orrido che hanno contaminato il cinema italiano. Si affaccia inoltre su un altro genere cinematografico, più dinamico, irriverente ma al contempo (come lei stessa lo definisce) fascinoso e attrattivo: il Western. E passando proprio da questi due generi cinematografici così importanti, la nostra Manuela osserva come l’audiovisivo influenzi, direttamente o indirettamente, il suo pubblico.

Nella sua rubrica “di cavoli e di re” Ivano Ciminari pone una quesito la cui risposta ci lascia di stucco: quanti santi protettori ha Napoli?! Ivano racconta inoltre dell’occasione offerta al nostro giornale di presenziare all’interno della splendida manifestazione “Sele d’oro”, sottolineando quanto fosse forte la presenta dei nostri redattori interni pur nella loro assenza fisica.

Antonello Ioio parla di sé, della sua storia, mostrandoci concretamente come la dislessia non rappresenti più una sorta di “menomazione”, così come un tempo era avvertita, e ci offre l’occasione di una splendida lezione di vita: la buona volontà può portare a una vera e propria rivalsa.

E restando in tema di osservazioni sulla nostra esistenza, Antonio Falco ci porta a compiere una importante constatazione, riflettendo sul fatto che la vita non è una strada priva di ostacoli, non è né lineare né prevedibile ma un mosaico di emozioni.

Cambiando argomento (ma nemmeno troppo) Pasquale Federico ci parla del corso di Mindfulness, voluto nell’ambito del progetto di inserimento post-detenzione in ICATT, che ha la funzione principale di risollevare l’autostima degli ex detenuti, facendogli riacquistare fiducia in se stessi. Giovanni Pignieri ci narra invece una storia fatta di sport, raccontandoci di una sorta di “testimone” passato da padre in figlio per tre generazioni. Tramite tale racconto ci fa capire come lo sport sia una lingua universale che unisce, insegna e crea legami indissolubili.

Al termine delle attività scolastiche, cosa possono diventare le mura di una scuola? Fulvio Mesolella ci rende spettatori della trasformazione di un istituto scolastico diventato all’occorrenza luogo di ospitalità della biodanza, quella disciplina che quasi concretizza il senso del concetto di musica che plasma, destruttura e ricrea la nostra vita. Ci spiega poi, in un altro articolo, che cos’è un ecomuseo, passando in rassegna quei luoghi che, grazie a un intenso lavoro, hanno ricevuto un simile riconoscimento; facendoci venire indiscutibilmente voglia di conoscere tali ambienti naturali umani che rappresentano una sorta di laboratorio di sperimentazione. Fulvio osserva poi come gli abitanti della Valle del Sele siano sempre stati aperti all’incontro con altre culture e diverse etnie e partendo da questa constatazione ci fa conoscere il progetto “La giornata dell’intercultura” grazie al quale i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado della Valle del Sele hanno avuto modo di riconoscere l’importanza dell’apertura verso la diversità. Fulvio ci dona poi il racconto di una storia vera, che ci tocca nel profondo: è la vicenda di Francesco che il COVID-19 ha trasformato da guida turistica energica e brillante a lupo in gabbia, portandolo a un avvilimento che lo ha fatto dapprima ammalare e poi reso vittima.

Il giardino di Eva è uno spazio interculturale che sta nascendo nel quartiere San Lorenzo di Roma e Giovanni Cordì ce ne parla descrivendone la futura forma e l’importanza che un simile luogo avrà non soltanto per il quartiere in sé ma per l’intera dimensione culturale della capitale. Ci racconta poi del Festival Planetaria del Teatro della Pergola di Firenze, in cui arte e ambiente si sono fusi per smuovere le coscienze ed educare grandi e piccoli. Approfittando proprio del racconto di tale evento, Giovanni sottolinea l’importanza di correre ai ripari, evidenziando in un altro articolo come i dati degli ultimi studi ci mettono in allarme (o almeno dovrebbero) sul futuro del nostro pianeta. Voltando pagina l’osservazione di Giovanni si sposta sulla figura dell’Insegnante di Potenziamento, professionista di nuova introduzione nelle scuola italiane, la cui utilità però non è sfruttata come dovrebbe. Ci rende partecipe poi di un excursus sul concetto di mascolinità presente oggi nella società italiana e di quanto questo concetto sia insito nel DNA di ciascuno di noi. Giovanni fa infine una breve intensa osservazione sulla sua idea di libertà e di quanto questa sia concretamente disturbata oggi.

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