Diversamente liberi n.33 Febbraio

A tre anni dall’inizio del progetto diversamente liberi, l’editoriale di febbraio non poteva non essere scritto dalla nostra presidente Vitina Maioriello che pescando dal dizionario dei buoni sentimenti ringrazia tutti quelli che hanno partecipato e sostenuto il nostro mensile in questi anni.

A pagina 2 troviamo l’articolo del nostro amico Giuseppe Biasco che, in occasione della giornata nazionale del Braille, ci racconta la nascita di questo codice passando dalla vita del suo padre Louis Braille.

Filippo Falanga ci parla della Mostra Blind Pottery Light nata come percorso alternativo delle Luci d’Artista di Salerno.

“Se se, e mo s lev…” intitola il suo articolo Antonio Lito, con un’espressione molto usata tra le persone detenute, ci racconta come passano le giornate cercando di far andare via i brutti pensieri.

A pagina 6 Maurizio Sessa, facendo seguito all’articolo della Dottoressa Monica Federico sul numero 32, ci fa riflettere sul dono che è la vita e di come non sottovalutarlo raccontandoci una sua ricerca sui disturbi alimentari.

Infine ritroviamo il nostro, Gran Amiraglio, come viene denominato dai compagni di Mi Girano le Ruote, Fulvio Mesolella con la sua rubrica di storie di persone Diversamente Simili. Questo mese non perdetevi la storia di Angelo. Dopo gli auguri per i tre anni e le tante tematiche interessanti trattate, ci diamo appuntamento al prossimo mese.

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Diversamente liberi n.32 Gennaio

L’editoriale di gennaio è scritto da Filippo Falanga che in un sabato di silenzio ci invita a guardare il mondo da una finestra un po’ particolare, una finestra rivolta dentro l’ICATT.

Antonio Lito, nel suo articolo, si pone degli interrogativi su quella che sarà la sua vita una volta uscito, ripercorrendo brevemente alcune sensazione provate lungo il suo cammino e sull’opportunità che ha avuto nello scrivere alcuni articoli, portando la sua voce all’esterno. “Diversamente Simili”, rubrica a cura del nostro Fulvio Mesolella, ci racconta storie di persone diverse tra loro ma con una “missione” molto simile, questo mese non perdetevi la storia di Dedo.

A pagina 5 ritroviamo Antonio Lito che in questo caso decide di scendere un po’ più nei particolari di quella che è la vita carceraria e di quello che noi spesso ignoriamo, non tutti arrivano a fine pena, c’è anche “chi non supera…”. Successivamente troviamo l’articolo di un ospite, la dott.ssa Monica Federico, psicologa e psicoterapeuta ci parla dei disturbi del comportamento in età adolescenziale dando qualche consiglio utile ai genitori su come interpretare le richieste di aiuto da parte dei ragazzi.

Infine il nostro coordinatore di redazione Maurizio Sessa ci dice come ritrovare dignità e instaurare rapporti di fiducia con gli altri detenuti nella realizzazione di un presepe dove per il secondo anno consecutivo e dopo aver vinto numerosi premi, ritroviamo una strana pastorella che su sedia a rotelle, imbraccia uno strano oggetto per essere 2019 anni fa. Sembra un computer ma non ne siamo sicuri.Sicuri della vostra fiducia, vi aspettiamo il prossimo mese, non mancate.

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