In evidenza

Diversamente liberi n.41 Ottobre

Daniela Anzalone in “Personal computer solidali” apre con la cronaca di un ennesimo regalo fatto ai detenuti per le attività laboratoriali dell’Icatt, tra cui quella dello stesso giornale: due computer che arricchiscono e rendono sempre più funzionale la redazione interna.

Vincenzo Laperuta con “Uomo e natura” riflette da cittadino di Acerra sui temi della salute e del ciclo dei rifiuti, supportato dalle autorevoli conferme di chi lavora da medico su questi temi, come il meritevole dott. Antonio Marfella, che da tempo denuncia inerzia nei decisori politici.

Gianrico Lattanzi in “Un’attesa infinita” racconta di una struttura carceraria che gli consente incontri degni e di qualità con la propria famiglia, un aspetto decisivo del processo di riavvicinamento a una vita onesta e sensata e, ancora lui, in “Un giorno fantastico” rende vive le emozioni di trovarsi per la prima volta a provare l’abbraccio di riconciliazione e di verità con le proprie figlie.

Maurizio Sessa con “Io sono Diversamente libero” ribadisce il valore dell’incontro tramite la cultura con la dimensione esterna come vera e propria esperienza di liberazione, una boccata d’aria, quasi contraltare dei ricordi o incubi che Carlo Caccavale dedica in “Ricominciare” all’avventura dell’incontro con le droghe.

Infine Fulvio Mesolella, in “1980, Renato, Franco e Paolo fra le roulotte dei terremotati” racconta l’immediato dopo-terremoto di quell’anno con un episodio inedito, in cui i soccorsi vengono resi difficoltosi da decisioni di vertici lontani dai fatti e dalle persone, a loro volta travolti però dalla generosità di un intero paese che ancora non conosceva odi e divisioni nord/sud.

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.42 Novembre

Questo numero rievoca in copertina il ricordo traumatico del terremoto di 39 anni fa, una giornata raccontata drammaticamente da Giuseppe Cioffoletti nel secondo articolo: “Campagna, ore 19,36, la fine del mondo”. Daniela Anzalone apre con “Il mosaico Country House – locale senza barriere” la cronaca di un altro luogo della provincia di Salerno, che sceglie di essere a misura di tutti. Gianrico Lattanzi in “Chi ten’ mamm’ nu’ chiagn” rievoca in prima persona un proverbio che dice chiaramente da dove i figli traggono la loro forza, cioè dalla tenacia delle mamme che, finché ci sono, rappresentano anche la direzione in cui muoversi. Questo numero procede anche con varie riflessioni sui destini personali e dell’umanità, che si inseguono fra le mura del carcere e fra le pagine di questo giornale; Vincenzo Laperuta si chiede “Ma cosa siamo nel mondo?”, Maurizio Sessa con “Come potrebbe essere la vita a cinquant’anni?”, e Carlo Caccavale riprende lo stesso tema con “Ripensamenti utili”: tutti segni di percorsi profondi che scelgono in quest’età, per loro ormai prossima, il simbolo di un momento maturo della propria vita. E infine, con la rubrica di Fulvio Mesolella, torniamo al tema del mese con “1981 Serena, terremoto e ricostruzione di una vita (e di tante altre)”, una donna che ricostruisce se stessa e la propria famiglia all’insegna della dedizione all’arte dei rapporti umani, riprendendo l’argomento dell’immediato post-terremoto, introdotto nel numero di ottobre.

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.40 Settembre

Antonio Lito con “La dura realtà” apre il numero con un ripensamento sulla propria dis/avventura con le droghe e con lo spaccio, provando a sentire le emozioni delle madri di chi viene risucchiato da questo mondo senza speranze.

Giuseppe Perrone in “Ancora e sempre… amore” ripropone un argomento forte della reclusione, la mancanza degli affetti, ma anche le attese, che ci nutrono comunque anche nell’assenza.

Lidia Vitale in “Imparare ad andare oltre” racconta l’impatto con il carcere e tutti quelli che lo popolano, con lo sguardo di chi vi entra da tirocinante timorosa e si ritrova poi carica di energia ed esperienza.

Antonio Lito, ancora, in “Castelli di sabbia” riprende le sue riflessioni in un momento ormai maturo e conclusivo dell’esperienza della reclusione, arrivando ad un vero e proprio messaggio di attesa e di speranza, di notevole significato e valore.

Maurizio Sessa in “Cosa è una custodia attenuata” racconta in cosa consiste questa forma di reclusione, in particolare nell’Istituto di Eboli, fra vita quotidiana, studio, lavoro ed attività educative e ricreative.

Fulvio Mesolella, nella consueta rubrica dedicata alle esperienze umane in contatto con la sofferenza, in “1980, Elia non vuole fare il profeta” presenta un siciliano che mette a disposizione la sua vita ed i vari ruoli che cercherà di incarnare per cercare di non essere un eroe, come piuttosto vorrebbe il suo nome, ma un testimone e un protagonista, come altri, di una cittadinanza attiva e creativa.

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.39 Agosto

Mi Girano le Ruote pubblica il nuovo numero di
DIVERSAMENTE LIBERI
oggi, come ogni sabato, guidati dalla nostra SuperPresidenteDirettore Vitina Maioriello, andiamo a lavorare alla redazione all’ICATT con la metà di redattori in carcere e metà ancora libera, … per il momento:
Filippo Falanga appena finisce con la barba ed gli ex capelli
Daniela Anzalone che arriva tardi anche se parte di venerdì
Mariagrazia Caloia appena si riprende dalla sbornia di mare sole e pallavvolo
Fulvio Mesolella che passa da Eboli tra un cammino e l’altro di 10000 km a piedi
Paola Magaldi Logopedista appena raccoglie i “Pinnoli” che le servono per 2 ore
Vito Carmine Lanaro che digita dietro tre schermi ed un cellulare
Carmine Emilio Lanaro che … speriamo che me la cavo

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.38 Luglio


DIVERSAMENTE LIBERI
questo numero dovrebbe avere un sottotitolo in prima pagina
ECCO PERCHÉ MI GIRANO LE RUOTE
ad ispirarlo è stato il nostro artista socio Antonio Migliorucci
Da leggere tutto d’un fiato questo numero che parte dall’editoriale della dottoressa Concetta Felaco direttrice dell’ICATT di Eboli.
Come sempre, sia la metà della redazione in carcere sia la metà ancora libera, per il momento, vi augurano buona lettura

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.37 Giugno

Si comincia in questo numero con Antonio Lito, dal sogno di chi “fra le sbarre” ripensa a un nuovo cammino, a “cosa farò da grande”, a che cos’è educare e perfino “rieducarsi”,  e quasi a rispondere a queste domande appare l’articolo di Maurizio Sessa, sul ruolo che hanno le donne nel cammino di evoluzione di un maschio e, anche in questo caso, di un maschio che deve ammettere errori e tornare a credere in se stesso… Filippo Falanga ci offre una panoramica ricca di emozioni sulla rassegna teatrale, conclusa a maggio all’Icatt e promossa dall’associazione Mgr, per raccogliere fondi al fine di creare un laboratorio teatrale che sia capace di rappresentare e trasformare i vissuti dei reclusi.  Giuseppe Perrone, “corrispondente” dal carcere di Aversa, ci presenta una personale lettura della Commedia di Dante e della sua epoca drammatica. Infine, Fulvio Mesolella, con la rubrica Diversamente simili, ci racconta stavolta una storia nata tra gli episodi di violenza politica della fine degli anni ‘70, a Napoli, in particolare della morte di Claudio Miccoli, a cui è oggi dedicata un’associazione che promuove iniziative ambientaliste e sociali che, in questa stessa città, raccolgono e impegnano in attività concrete tanti giovani e giovanissimi.

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.36 Maggio

Filippo Falanga in “Diversamente liberi e dintorni” fa un allegro e pittoresco ritratto dei personaggi che animano la redazione esterna, o meglio, come si dice “ancora in libertà” di questo giornale che vanta di avere l’altra metà “già tutta in galera”! E, ovviamente, l’occhiello di presentazione sullo stesso Filippo è stato scritto dalla redazione, a sua insaputa…

Giuseppe Biasco, esperto di problemi del lavoro, con “Amianto, il killer silenzioso” solleva la delicata questione, spesso ignorata dal resto della stampa, dei danni dovuti ad una sostanza ormai molto diffusa nell’ambiente e non ancora sufficientemente messa in condizione di non nuocere.

Raffaele Nappo (diversamente pasticciere) e Carmine-Miliuccio (diversamente pensatore) curano rubrica e illustrazioni di un articolo denso di desiderio sensuale e culinario dal titolo “Il mostacciolo, l’antro della felicità”, con tanto di ricetta vera e di allusioni praticamente esplicite!

Antonio Lito in “Scrivi che ti passa” racconta il modo in cui è stato “catturato” dalle attività di redazione di questo giornale, fino a sviluppare una vera e propria “dipendenza”, stavolta positiva e salvifica.

Maurizio Sessa con “I riti e la storia della Madonna delle Galline a Pagani” ci porta nella sua terra, descrivendo fedelmente un rito che ha dell’incredibile, mantenendo insieme aspetti pagani e cristiani ininterrottamente da secoli.

Infine Fulvio Mesolella, con la rubrica Diversamente simili, racconta stavolta “2004: Giovanni e le voci di “dentro”, dietro le serrature”. Giovanni comincia la sua avventura di “specialista in serrature” dal riformatorio e finisce con lo scontare quasi un ergastolo nell’Area Verde di Secondigliano (altro settore a custodia attenuata), dal quale finalmente sta per ottenere la libertà, e si fa domande inquiete sul “dopo” la reclusione.

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.35 Aprile

Filippo Falanga apre con “Na storia antica” la presentazione delle attività teatrali che l’associazione Mgr promuove all’Icatt grazie alla fattiva collaborazione con l’attore e regista Enzo D’Arco, del quale si presenta anche il primo spettacolo della rassegna rivolta a raccogliere fondi per un laboratorio da svolgere insieme ai detenuti.

Maurizio Sessa, in “Storia d’amore di Maria Venturi” apre un tema molto sentito fra chi è recluso, che unisce a riflessioni intense anche il piacere della lettura dalla biblioteca dell’istituto.

Silvestro Gallipoli, dell’associazione radicale Ernesto Rossi di Napoli, solleva “I dubbi sui processi mediatici”, tornando su un lungo procedimento, a quanto pare, conclusosi con la piena assoluzione di Cipriano Chianese, a proposito degli avvelenamenti nella Terra dei fuochi.

Antonio Lito sembra rispondere ai quesiti degli articoli precedenti con “Amore e sbarre”, struggente racconto dell’inizio e sviluppo della storia d’amore della sua vita.

Fulvio Mesolella, nella rubrica Diversamente Simili, propone con “2003: ma questa è prevenzione” un collage di pensieri di ragazzi che partecipano a un progetto sulla prevenzione dei comportamenti a rischio, con tutto il disappunto di non essere compresi dagli adulti nei propri vissuti drammatici e solitari, ma anche pieni di voglia di contare e crescere.

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI

Diversamente liberi n.34 Marzo

Da piccoli siamo abituati a festeggiare ogni piccolo risultato, crescendo ci viene detto che tutto quello che facciamo è un nostro dovere, invece bisogna imparare anche da grandi a darsi delle pacche sulle spalle quando si raggiunge un obbiettivo, ed è per questo che questo mese prima dell’editoriale ci sono gli auguri di tutta la redazione alla nostra Daniela Anzalone per aver raggiunto un risultato importante, infatti dopo due anni di praticantato con il nostro mensile consegue il tesserino di giornalista pubblicista, risultato raggiunto con grande passione, impegno, dedizione e tanta voglia di crescere e imparare, a te vanno i nostri auguri e che questo non sia assolutamente un traguardo ma solo il trampolino di lancio per tutti i tuoi sogni.

Sempre per rimanere in tema di auguri, a febbraio si è festeggiato il terzo anniversario dell’ingresso di Mi girano le ruote all’interno dell’Icatt e Filippo Falanga ci racconta un po’ quelli che sono stati i pensieri e le emozioni che hanno caratterizzato i mesi antecedenti alla prima pubblicazione.

A pagina 2 troviamo ancora Filippo Falanga che ci racconta una tipica domenica “lalleriatoria” di Mi girano le ruote tra la Certosa di San Martino e i laghi della zona Flegrea con degli aneddoti tutti da scoprire.

Subito dopo c’è Antonio Lito, che più che scrivere una recensione, ci racconta le sensazioni che ha provato leggendo la biografia di Vitina Maioriello, “Tramonto, buio, luce” definendola una donna di ferro e soprattutto ringraziandola per tutto quello che fa.

Un gradito ritorno, Giuseppe Perrone, non più detenuto dell’icatt che ha comunque voluto dare il suo apporto a questo numero, spedendoci il suo articolo su Josè Alberto Mujica Cordano, noto presidente Uruguaiano, conosciuto soprattutto per la sua politica di sobrietà.

A pagina 6 troviamo Maurizio Sessa che ci racconta un po’ quelli che sono i rapporti che si possono creare all’interno di un carcere, specie in un istituto come l’icatt dove a stento si arriva a 50 persone e dove puoi trovare dei fratelli… di vita.

Sempre a pagina 6 troviamo un pensiero molto toccante di Carmine Troiano per la figlia Anna che ha ricevuto il battesimo

Infine troviamo la rubrica Diversamente Simili a cura del nostro Fulvio Mesolella… questo mese la storia è quella di Alfonso, un ragazzo col sogno di partire dopo essere scappato… 

Si può leggere IN LINEA e scaricare in PDF la nostra rivista,

CLICCANDO QUI