Diversamente liberi n. 118 Marzo

Diversamente liberi n. 118 Marzo

Il nuovo numero di “Diversamente Liberi” si apre come uno scrigno di emozioni e riflessioni, pronto a stupire il lettore con la sua anima viva e pulsante.

In apertura, l’articolo di fondo di Ivano Ciminari ci trasporta nell’incontro illuminante con la dottoressa Oriana Iuliano, simbolo di una giustizia che ascolta e abbraccia, mostrando il suo volto più umano.

A seguire, il caleidoscopio creativo di Giovanni Cordì: dalle ardite architetture di Gaudì alla profonda solitudine che ci abita, dal pensiero libero di Pasolini fino alla testimonianza sincera di Desirèe Massaroni, passando per la gentile ribellione di un “NO” autentico e per l’urgenza di parlare senza paura di molestie, temi tanto delicati quanto necessari.

Il Professor Fulvio Mesolella ci prende per mano e ci accompagna a Buccino, tra le pietre calde dei borghi che l’associazione Mòvesi vuole far rifiorire; poi ci fa inciampare nei carteggi scottanti di Epstein, ci invita a spalancare gli occhi sulle periferie che si risvegliano e ci insegna a riconoscere il profumo di un giornalismo onesto, per poi farci sentire il respiro teso dei conflitti che minacciano il nostro mondo.

Ma la magia non si esaurisce qui: Manuela Botticelli, con la sua penna lieve, ci guida in una danza tra uomo e intelligenza artificiale, ci svela come Real Time sia ormai il nostro specchio sul quotidiano e ci narra la sorprendente metamorfosi della Nunziatella da convento a scuola militare.

Tra un passo di Biodanza e un ricordo festoso dei dieci anni della rivista, dieci anni vissuti trasformando gli ostacoli in trampolini di lancio, arriviamo infine al Molo Beverello, dove la primavera si mescola al racconto di Pio, esempio di bellezza e partecipazione che profuma di speranza.

E come in ogni storia che si rispetti, il sipario cala sui numeri crudi del carcere: numeri che ogni volta, con una punta di sogno, immaginiamo dissolversi in un luminoso zero.

Un numero che è un inno gioioso alla vita che rinasce ovunque anche dove sembrava impossibile.

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